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Caro direttore,
leggo la risposta di Mattana alla discussione del caso di Alberto nella sezione Incroci in Rivista di Psicoanalisi 2018/4, dove emergono dei nodi di interesse, che credo utile segnalare all'attenzione dei lettori.
Il primo punto è che Mattana, rispetto al caso di Alberto, riconosce «un nucleo difensivo sessualizzato e perverso», ma «non lo considera un paziente molto grave», perché «non è attratto dai bambini», sorvolando sul fatto che ha descritto nel suo materiale il tentativo di seduzione di un adolescente minorenne. Se consideriamo che, sia che parliamo di bambini o di adolescenti minorenni, sempre di minori si tratta, le sue affermazioni appaiono contraddittorie. Credo che un problema del genere vada ascritto senza possibilità di equivoco a quel che, in genere, consideriamo «grave», perché segnala una specifica pressione dell'inconscio profondo e dell'area psicotica della personalità.
Il secondo punto riguarda l'affermazione di Mattana che la questione dei parametri spazio-temporali «evoca» in lui «assonanze fenomenologiche, nel senso della concezione di Minkowski e di altri autori di quell'indirizzo, peraltro rinforzate da alcuni recenti pronunciamenti di Northoff, neuroscienziato di dichiarate simpatie fenomenologiche» e, alcune righe dopo, «categorie più classicamente psicoanalitiche con un'angoscia di morte che altera il vissuto spaziotemporale». Questa sua distinzione ancora una volta scinde in modo artificioso il problema, sino a far perdere di vista al lettore come questo punto sia specificamente collegato a come l'analizzando funziona in un'ottica psicoanalitica della mente.
Freud scrive nel suo saggio su L'inconscio: «I processi del sistema Inc sono atemporali, e cioè non sono ordinati temporalmente, non sono alterati dal trascorrere del tempo, non hanno, insomma, alcun rapporto col tempo. Anche la relazione temporale è legata al lavoro del sistema C.» (, 71). In nota il curatore delle OSF aggiunge che «Osservazioni sulla “atemporalità” del