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Nel novembre 2018, si è tenuto a Trieste un seminario internazionale su Encounter and Listening (Incontro e Ascolto), organizzato dalla Fondazione Libero e Zora Polojaz, un ente no profit che tra i propri obiettivi annovera la promozione dei contatti tra l'Italia e i paesi slavi, soprattutto quelli appartenenti all'area balcanica. L'intento della commissione scientifica, composta da Paolo Fonda, Vlasta Poloj az e da chi scrive, era di organizzare un seminario in cui fosse possibile approfondire i vari livelli implicati nell'incontro e nell'ascolto psicoanalitico attraverso una riflessione sulla dimensione intrapsichica, interpersonale e trans-soggettiva. A questo proposito, sono stati invitati come relatori Stefano Bolognini e Antonio Stufkens. Il seminario ha avuto il patrocinio della SPI, del Centro Veneto di Psicoanalisi e della Società Psicoanalitica Croata.
Introducendo i lavori, Vlasta Polojaz ha ricordato il seminario internazionale tenutosi a Trieste quattro anni prima, nel centenario dell'inizio del primo conflitto mondiale, che verteva su Integration and Splitting e si era tenuto al Museo Revoltella.
La sede del seminario attuale è stata ancora un edificio storico, però completamente ristrutturato visto che era stato distrutto dalle fiamme nel luglio del 1920. L'incendio era stato appiccato dalle squadre fasciste, che incominciarono così la loro violenta presa di potere che portò alla persecuzione delle popolazioni slovene e croate, passate dall'impero austro-ungarico alla monarchia italiana. L'edificio, chiamato Narodni Dom, era infatti proprietà e sede di istituzioni slovene, ma ospitava anche eventi culturali croati e saltuariamente quelli di altre comunità slave presenti a Trieste. Polojaz ha ricordato che l'odio, disseminato nel ventennio fascista, ha avuto bisogno di un lungo tempo di elaborazione per venire bonificato dalla popolazione locale. L'edificio è ora una sede universitaria e le istituzioni della minoranza slovena possono ottenere l'uso saltu