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La 31a Conferenza Annuale della Federazione psicoanalitica europea (Fep) si è tenuta a Varsavia dal 22 al 25 marzo 2018 e aveva come tema: L'origine della vita. Anche quest'anno la conferenza si è caratterizzata per il clima vivace di confronto e per la consueta vitalità dei vari gruppi di lavoro pre-conference, con la loro componente emotiva esperienziale; a mio parere quest'anno l'aspetto emotivo è stato ancora più intenso.
Fin dalle relazioni di apertura abbiamo avuto la sensazione di partecipare ad un clima affettivo particolare legato sia al tema della conferenza che alle caratteristiche storiche della città di Varsavia. Abbiamo potuto cioè sperimentare quanto Freud aveva scritto riflettendo sullo stesso tema, cioè sull'inscindibile relazione tra l'origine della vita, le necessarie trasformazioni e l'immanenza della morte.
La relazione introduttiva ci ha fatto subito immergere nella storia della città di Varsavia, con un dolore ancora percepibile per i suoi 800.000 morti nel corso della seconda guerra mondiale, tra la prima difesa della città dall'invasione nazista, la distruzione del Ghetto, e da ultima, l'insurrezione della città. In questo evento dell'ultimo periodo della guerra, il furore antisemita dell'occupazione nazista si è mischiato all'indifferenza e ai i calcoli opportunistici di alcune delle nazioni che sarebbero risultate vincitrici del secondo conflitto mondiale che hanno assistito, senza intervenire, alla sua tragica repressione. Una dimensione venata di lutti più o meno intensi e il desiderio di conoscere meglio fatti che seppur lontani nel tempo mostrano oggi preoccupanti riverberi, ha costituito il retroterra emotivo della conferenza. Le visite alla città vecchia, completamente ricostruita dopo la sua completa distruzione, la ricerca delle tracce dell'ormai quasi scomparso ghetto, la visita al Museo dell'insurrezione e al museo della storia degli ebrei polacchi Polin hanno rappresentato le mete «turistiche» preferite dai partecipanti.
È stata po