You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Questo lavoro suggerisce che il costrutto di mind-mindedness, proposto dalla psicologa evolutiva E. Meins (1997) per descrivere la capacità genitoriale di interpretare gli stati interni del proprio figlio in termini intenzionali, possa ricordare l'analogia bioniana della reverie materna. La griglia per valutare la mind-mindedness dalle descrizioni che un genitore fa del figlio oppure dalle verbalizzazioni esplicite durante le interazioni di gioco diadiche può, anche se solo in parte, essere considerata una operazionalizzazione della capacità materna di trasformare gli stati del bambino ‘deconcretizzandoli’. Saranno discusse le origini teoriche della mind-mindedness, la griglia di codifica e alcuni dei risultati principali della ricerca empirica attuata, così come saranno accennate le differenze sostanziali rispetto all'ambito psicodinamico in generale, e alla concezione bioniana nello specifico.