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«Studiando le nevrosi dell'età infantile abbiamo appreso che in esse sono ravvisabili, senza fatica e a occhio nudo, cose che in età più tarda solo un'approfondita ricerca permette di individuare»
Luigi ha 10 anni e frequenta la quarta elementare quando la mamma mi contatta, a seguito di una sollecitazione delle insegnanti, per un problema di balbuzie, emerso da un anno, che rischia di compromettere un rendimento scolastico buono.
I genitori, di circa 35 anni, sono entrambi laureati in Lingue, esperti in Linguistica, il padre è insegnante, mentre la mamma ha sospeso l'attività lavorativa da quando è nato Luigi. La madre è sudcoreana, il padre è italiano, e dopo aver fatto esperienze di studio all'estero, si sono sposati e stabiliti in Italia, dove è nato Luigi. Sia la madre che il padre hanno perso il proprio padre poco prima del loro matrimonio. Si sono separati due anni fa e da allora Luigi, che è figlio unico, vive con la mamma, in Toscana, lontano dal padre, che è ritornato nel suo paese di nascita, nel Meridione. Al momento della consultazione i rapporti fra i genitori sono molto tesi, per cui essi mi chiedono di incontrarli separatamente.
La mamma è un'esile donna, con uno sguardo vago e fatuo, che oltre a non parlare molto bene l'italiano, lascia intravedere una profonda fragilità personale. Nei colloqui con lei sono in primo piano una forte conflittualità verso l'ex marito, ritenuto inaffidabile, e un rapporto piuttosto problematico con la suocera. Nel parlare della sua gravidanza, sembra essere ancora segnata dalle ansie molto intense che l'hanno accompagnata, anche perché ci sono stati dubbi in relazione alla possibilità di aver contratto la rosolia e all'esito dell'amniocentesi. Luigi è nato con un parto cesareo ed è stato allattato al seno, per un periodo molto breve. Ha frequentato solo un anno di scuola materna, prima delle elementari, perché nel colloquio la mamma lascia intravedere che preferiva tenerlo con sé, anche se per lei era un ingombro. Attualm