You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
I curatori della Rivista ci hanno chiesto di riflettere su nuove forme di psicopatologia e sul fatto che queste possano richiedere un'evoluzione delle nostre tecniche psicoanalitiche. Non sono del tutto convinta che stiamo assistendo alla nascita di nuove patologie; piuttosto, la mia impressione è che la loro sintomatologia e presentazione possano essere cambiate; le mode e le etichette nella diagnosi potrebbero essere mutate; i valori sociali e culturali cambiano nel tempo, e portano a nuove idee rispetto a ciò che sia o non sia normale o patologico. Quelli che mi sembrano inalterati sono i problemi e i conflitti sottostanti che la psicoanalisi è particolarmente predisposta ad affrontare.
Detto questo, penso tuttavia, che ci sia sempre spazio per l'espansione e l'evoluzione delle nostre tecniche, per venire meglio incontro ai pazienti e alle loro famiglie là dove si trovano, e per offrire un'attenzione specificamente individualizzata dell'approccio psicoanalitico. Qui descriverò un percorso con cui penso che potremo arricchire la nostra comprensione di ciò che fa parte delle nostre scelte tecniche e dei nostri interventi.
Lo sviluppo intellettuale ed emotivo di bambini molto piccoli prima che il linguaggio espressivo sia evidente (0-27 mesi) risuona in molte delle nostre tecniche analitiche, e questo può influenzare profondamente il percorso del trattamento. In questo mio breve intervento spero di accennare ad alcuni di tali effetti e proporre delle aree verso cui potremmo rivolgere ulteriore attenzione, e in maggiore dettaglio.