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Per iniziare questa riflessione desidererei citare André Green (1990) quando dice che dobbiamo intendere lo psichismo come una forma intermedia nel dialogo fra il corpo e il mondo. Questo perché tale dialogo è brutale, perché la luce del mondo è accecante e le esigenze del corpo sono tiranniche, e se non possedessimo questa struttura che attutisce i colpi e che è lo psichismo, cosciente e inconscio, ci troveremmo ancora in uno stadio pre-ominidiano.
In altre parole, il soggetto si costituisce in questo dialogo fra il corpo e il mondo, nella interrelazione fra pulsione/oggetto/cultura. Dobbiamo concordare con Cassirer quando dice che l'uomo non dovrebbe chiamarsi «animale razionale», bensì «animale symbolicum» (, 50).
Perché l'uomo è un essere essenzialmente simbolico e questa formazione intermedia chiamata psichismo proviene dalle trasformazioni simboliche delle nostre pulsioni, desideri ed emozioni.
Il fulcro del mio lavoro consiste nella seguente proposizione: se i processi simbolici sono disturbati, lo sarà anche la soggettività del soggetto adolescente.
Siamo nel 2019. In che stato si trova il desiderio umano nel mondo contemporaneo dopo tanti mutamenti culturali? E la clinica psicoanalitica contemporanea? E il soggetto adolescente contemporaneo?