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1 Claudine Junien1, per nominare una genetista di fama internazionale della sua stessa nazionalità, nel maggio 2019 a Parigi ha ben chiarito i limiti della genetica quando questa viene chiamata in causa a proposito • delle definizioni di genere. Riassumendo per sommi capi, non solo la sua relazione di allora, ma anche quanto è facile ritrovare in ciò che ha pubblicato2, possiamo cercare di addentrarci sull'argomento partendo da alcuni importanti spartiacque. Se da un lato il termine «somatico» si può mantenere come dizione psicoanalitica, ma anche genericamente scientifica, inevitabilmente questo termine va ad interagire con discipline diverse che non trovano sempre le stesse corrispondenze. Come ha ricordato la genetista Claudine Junien non ci possono essere variazioni degli alleli sessuali, se non in gravi variazioni genetiche, non esiste ad oggi un'epigenetica della sessualità, ci possono essere però variazioni recettoriali degli ormoni steroidei e degli androgeni che non sono ininfluenti sullo psichismo. Ecco perché parlare di somatico è generico e di anatomico o genetico è riduttivo e perché usare questi termini come sinonimi è assolutamente sbagliato. Da qui la conclusione di alcuni autori che parlare di genere abbia poco senso.
Che cosa ne pensa di tutto ciò?
In particolare non trova che a volte il procedere psicoanalitico nell'ambito neuro-scientifico sia più alla ricerca di conferme che di smentite, ciò in antitesi non
Claudine Junien, Professoressa di Genetica, Vice Direttrice dell'unità INSERM U 781, Génétique et épigénétique des maladies métaboliques, neurosensorielles et du développement.
Junien C., «L'épigénétique: Les gènes et l'environnement, pour le pire ou le meilleur» in J.F. Toussaint, B. Swynghedauw, G. Boeuf, L'Homme peut-il s'adapter à lui-même? Editions Quae, Paris, 2012, 48-56.
solo ad un procedere analitico, e pensiamo all'approccio alla ricerca sulla psicosi di Freud nel caso Shreber (1910), ma in antitesi anche ad un più generico procedere