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Il sentimento del rancore sembra implicare due diverse, ma coesistenti, dimensioni del tempo, una diacronica, legata ad un progressivo deterioramento della vita psichica, e una a-temporale, quella dell'eterno presente legato al trauma che è all'origine dello stato rancoroso. Nella depressione melanconica - caratterizzata dal rivolgimento contro di sé della distruttività inconscia legata all'odio per un oggetto d'amore che ha deluso, abbandonato, umiliato - sembra essere presente un nucleo rancoroso di matrice anale (il rancore rimanda alla rancidità, al deterioramento, al cattivo odore) così che potremmo dire, riprendendo la famosa espressione freudiana, «l'ombra fetente dell'oggetto è caduta sull'Io». Il caso clinico, che viene presentato seguendo via via lo svolgersi dell'analisi, mostra il progressivo riemergere in seduta di vari strati di rancore che vengono «scoperti» e che portano il paziente, a partire da una depressione di superficie, a toccare il nucleo melanconico e a rendere possibile il lavoro del lutto.