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La psicoanalisi, teoria, tecnica e istituzione, è scienza e cura dei fraintendimenti tra il pensiero e l'azione, il desiderare e il temere, l'amare e l'odiare, in ogni umano, singolo o gruppo, famiglia o paese, tra inconscio e coscienza. Nessuna sorpresa che anche la psicoanalisi sia stata, e possa essere, agente o vittima, coinvolta in questioni polemiche (e pòlemos in greco vuol dire guerra…) occasioni di sofferenza e pertanto bisognose di quella comprensione che propizia la pacificazione. Uno di questi fraintendimenti, in corso di elaborazione, verte precisamente sul rapporto tra la psicoanalisi e la fede religiosa ed è l'argomento del presente libro, il cui «discorso aperto» è in esplicita opposizione critica al freudiano «discorso chiuso» contro «gli artifici della filosofia e il credo quia absurdum dei Padri della Chiesa» (Freud, O.S.F., 10, 459, ma di ciò più oltre). Un libro importante: un'antologia di quindici testi, tutti indebitati con la cultura e la pratica della psicoanalisi, a garantire che l'interesse teorico degli autori si impegna a tenersi adiacente alla carne viva delle sofferenze umane.
Rileva, nell'introduzione delle due curatrici, l'attenzione al rischio che persistenti elementi conflittuali tra psicoanalisi e fede possano intimidire, nella stanza d'analisi, pazienti credenti da un lato e analisti laici (o laicisti?) dall'altro, poco propensi a dare piena accoglienza a quest'area del mondo interno.
Non parlerò qui dei singoli temi trattati e dei loro autori, molti dei quali amici o colleghi di vecchia data. Con una sola, dolorosa eccezione: per Valeria Egidi- Morpurgo, recentemente scomparsa… «Tra questa immensità» (166 e sgg.) Uno scritto profondo e delicato, che si propone anche di riscattare l'esperienza estatica da inveterati sospetti di regressione. Valeria fu persona luminosa, tra noi ammirata, ora compianta: per Lei dolore, onore e memoria.
«NO! La nostra scienza non è un'illusione. Sarebbe invece un'illusione credere di ottenere da altre