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Quando abbiamo pensato a un Focus della Rivista su tema «Disagi della civiltà / Disagi della cura» eravamo molto lontani dall'immaginare l'enorme tragedia che ha travolto il mondo negli ultimi mesi. Avevamo già deciso di rivolgere alcune domande a Harriet Wolfe, prossimo Presidente IPA, sullo stato della psicoanalisi nel mondo. Quanto è avvenuto ha reso la nostra intervista ancora più attuale.
Il titolo del nostro Focus, ispirandosi al testo di Freud, intendeva rivolgere l'attenzione a come il nostro modo di essere psicoanalisti e di fare psicoanalisi dovesse necessariamente interfacciarsi con le forme del cambiamento sociale e del suo malessere e ne fosse influenzato. L'enorme trasformazione subita dalle categorie spazio-temporali alla luce della globalizzazione, la pervasività della tecnologia, la questione ambientale sono solo alcuni degli spunti che hanno indirizzato la richiesta dei singoli interventi che compongono questa sezione della Rivista. Ciò su cui desideravamo - e ancora desideriamo interrogarci - è, per esempio, come la presenza della tecnologia ha modificato il nostro rapporto con la sensorialità e la percezione, o quali nuovi tipi di angosce sono emersi alla luce dei cambiamenti climatici che possono diventare attrattori di ansie catastrofiche. Lo stesso ricorso alla analisi a distanza, altro tema su cui abbiamo chiesto un intervento, poteva essere collegato alla diffusione della psicoanalisi in aree sempre più lontane nel mondo e, in quanto tale, circoscritto a situazioni molto particolari e, comunque, da utilizzare secondo una serie di precise raccomandazioni (cfr. IPA).