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«Norma» è un termine che si presta a molte interpretazioni, non tanto per una sua caratteristica polisemica, ma per le molte sfumature di senso con cui può essere utilizzato. Dalla sua origine latina che indica lo strumento della squadra, che regola la tecnica di alcune misurazioni, si è giunti alla regola di condotta, che assume un'infinità di applicazioni per poter essere anche usata con il senso assai comune di consuetudine, fino a divenire sinonimo di normalità. Ma è stupefacente riscontrare dal vocabolario Treccani che è usata anche in antropometria, in petrografia, in matematica e in statistica.
Tuttavia, osservando queste trasformazioni a cascata, di senso e di significato, c'è da chiedersi quanta norma ci sia nella normalità e quanto e come la normalità possa collocarsi in un pensiero psicoanalitico, pensando soprattutto all'espressione disillusa di Freud nei confronti della normalità, che la vedeva come un buon compromesso tra gli aspetti alloplastici della psicosi e quelli autoplastici della nevrosi.
Sulla prospettiva tracciata dalla rilevante affermazione di Freud, hanno preso forma i titoli di due volumi assolutamente non trascurabili, Folies de la norme1, della Revue de l'Association Psychanalytique de France, numero tematico con svariati contributi, e Le Soi disséminé di Jean Paul Matot (2020). Il titolo qui proposto è nei fatti la successione di tre parole chiave ricavate da questi contributi, parole chiave che sono anche punti d'incontro dei vari autori su questi temi, affrontati con prospettive teoriche e di contenuti molto diverse, ma che riescono a ritrovare, a mio modo di vedere, nodali momenti di articolazione.