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Si tratta di un libro molto denso, ricco di continui rimandi bibliografici, che ha l'ambizione di raccogliere tutto quello che le neuroscienze hanno detto sul funzionamento della mente-cervello per applicarlo all'esperienza psicoterapica. Il tema del libro è, ovviamente, l'inconscio, concetto che si è andato molto ampliando negli ultimi decenni in particolare per i contributi delle neuroscienze. Come notano Ammaniti e Gallese nella presentazione all'edizione italiana, lo stesso Freud aveva dichiarato che l'inconscio è più ampio del rimosso, ossia che l'inconscio psicodinamico non è il solo deputato a governare i processi psichici inconsapevoli.
Schore, nella sua ampia introduzione, ribadisce che la scienza dei processi inconsci sta attraversando una sostanziale riformulazione e che, in particolare con le tecniche di neuroimaging, le neuroscienze sono in grado di esplorare anche l'elaborazione implicita (inconscia) degli affetti e della loro regolazione.
Un particolare punto di interesse per le tecniche psicoterapiche, intese in senso largo, è il concetto di inconscio relazionale, una dimensione intersoggettiva tale per cui la mente inconscia comunica e si regola in maniera interattiva con un'altra mente. Un'ulteriore importante acquisizione è che la mente inconscia e il senso di sé implicito si formano prima che si sviluppi la consapevolezza; infatti, la prime esperienze proto-emotive passano dalla mente della madre a quella del bambino e si depositano nell'emisfero destro che ha uno sviluppo più precoce rispetto a quello sinistro sede delle conoscenze cognitive. Questa inter-relazione, prolungata nel tempo, determina esperienze affettive regolate o disregolate e attaccamenti sicuri o insicuri. In questo secondo caso il trauma viene impresso nei sistemi corticali e sottocorticali strutturando modelli operativi interni insicuri. Tali esperienze, memorizzate nell'inconscio emotivo, riemergerebbero nelle psicoterapie dei futuri pazienti. Questo libro non critica esplicit