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Mole (602 pagine), struttura e titolo già al primo contatto psico-somatico danno un effetto di non libro, nell'accezione Carroliana di un testo che quasi ci impone di non seguire la solita regola di lettura dall'inizio alla fine, invitandoci piuttosto, con la sua costituzione e natura, ad esplorare qua e là pagine e capitoli, guidati da curiosità, istinto e ispirazione del momento.
Un'opera eccezionale, nel senso più letterale del termine, in cui possiamo scoprire e riscoprire pensieri, ipotesi e riflessioni di uno psicoanalista intrepido, capaci di generare in noi nuove intuizioni, punti di vista, insight inaspettati.
Un volume da tenere in libreria o in un cassetto per ogni spazio insaturo che si apre imprevisto nelle nostre giornate di studio e lavoro analitico, che ci regala almeno 365 contatti con un antenato collega e maestro che ancora riesce a coinvolgerci nella sua indefessa e appassionata ricerca nel mondo a rovescio della nostra mente umana, dove i controsensi e i non sensi hanno senso e per comprendere bisogna essere capaci di credere all'impossibile, all'impensabile, all'ineffabile…
Bion 365 Quotes palesa la sua singolare identità di non-libro sin dalle prime pagine dell'Introduzione, che in quest'opera spicca per qualità imprescindibile dei contenuti trasmessi: è, in un certo senso, una non-introduzione, perché, a differenza della maggior parte delle omonime, si rivela sin da una prima occhiata l'unico quasi necessario capitolo di lettura. In queste prime pagine infatti troviamo una preziosa sistematizzazione di tutto il pensiero bioniano, tracciato con chiarezza nella sua evoluzione: concetti e oggetti della teorizzazione bioniana illuminati nella loro essenza e salienza, nel ritratto di un percorso speculativo che si espande e trasforma, intrecciandosi con l'esperienza clinica e la vita personale e istituzionale di W. Bion, uomo e psicoanalista. Un imperdibile preludio, in cui Abel-Hirsch sembra riuscire a formulare un piccolo compendio del pensiero bio