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Nel corso di questo lavoro verranno presi in esame alcuni degli aspetti concettuali trattati in Al di là del principio di piacere, declinandoli alla luce dei molteplici sviluppi teorici avvenuti nei cento anni successivi alla pubblicazione del testo freudiano. In particolare verrà illustrata l'ipotesi che alcune manifestazioni cliniche - ritiri schizoidi, quadri depressivi, organizzazioni patologiche, personalità «as if», perversioni, zone morte - possano trarre origine là dove il Sé sia stato vittima di precoci e ripetute interazioni primarie caratterizzate da una consistente mortificazione e umiliazione dell'amore di sé e del senso di esistere, con conseguente introiezione di relazioni oggettuali che si traducono in un istinto mortifero e muto - una passione di morte più che una pulsione di morte innata - che «sterilizza» i nessi affettivi provocando alterazioni della consapevolezza e un viraggio dei meccanismi di difesa e di sopravvivenza psichica non solamente al di là del principio di piacere ma anche al di là della rimozione, verso la scissione e la dissociazione.
PAROLE CHIAVE: Funzioni trasformative dell'analista, pulsione di morte, ripetizione e identificazioni inconsce.