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Vorrei commentare innanzi tutto la copertina del volume, che ritrae un quadro eseguito da Marco La Scala, e soffermarmi sulle particolari circostanze che hanno accompagnato la sua creazione. Nel dipinto Muretto a Salina viene ritratto, nel bordo inferiore, un basso argine dal quale si scorge la superficie del mare che sconfina nel cielo. Tutto è avvolto da sfumature di un particolare tono di colore azzurro-grigio. L'autore del dipinto, molto prima di sapere che questa sua opera sarebbe stata utilizzata per il volume Oltre, aveva sentito il bisogno di appoggiare la tela su una base più ampia per poter dipingere, superando i confini del quadro stesso, colorando oltre i bordi. Era come se si fosse, fin da allora, orientato verso il tema che gli autori avrebbero elaborato, qualche tempo dopo, nei loro contributi. Un segno premonitore del profondo legame che avvolge tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla redazione del testo. Un legame che supera i confini del conosciuto.
Ho esplorato i temi proposti dagli autori, immergendo lo sguardo nel panorama liquido rappresentato nel quadro della copertina. L'immagine mi ha fatto pensare ad una atmosfera sospesa, a quegli attimi che precedono l'alba, ad un limite tra una notte senza luna ed un giorno ancora senza sole. Ed anch'io mi sono approcciata alla stesura di questa recensione in un'atmosfera di attesa, nel desiderio di poter scorgere qualcosa di nuovo o magari solo immaginandolo. Queste righe sono la prima cosa che riesco a scrivere dopo la fase del lockdown, imposto per arginare l'epidemia del coronavirus. Sono grata agli autori di Oltre che mi hanno stimolato a guardare al di là del limite.
Il volume si apre con la prefazione di Sophie de Mijolla-Mellor. Le curatrici hanno intessuto un dialogo a più voci che ha come suo fondamento il tema dell'Infinito, dell'Illimitato e del limite, quest'ultimo inteso sia come argine al funzionamento perverso che nella sua funzione di apertura all'oltre.
Ambra Cusin e Lucia Fatt