You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Ho letto come fosse un romanzo il bel libro di Franco Borgogno. La scrittura agile, i commenti talora arguti, il tono affettivo rendono la lettura agevole e sempre viva, catturando il lettore capitolo dopo capitolo. È la storia di una vita e di un percorso professionale che si è progressivamente arricchito nel corso del tempo trasformando il funzionamento di una mente al lavoro. Eppure stiamo parlando di un libro di psicoanalisi, di un libro di teoria e tecnica, narrate senza enfasi retorica, senza intellettualizzazioni ma attraverso il racconto della vita professionale dell'analista, dei pazienti, dei supervisori, dei colleghi. Questo libro è l'esemplificazione di come la psicoanalisi non si impari ma si viva, di come essere psicoanalisti non è un mestiere ma un'identità, una vocazione, come dice lo stesso autore.
Il libro si articola in quattro parti di cui la prima tratta «Frammenti di vita e opere di una vocazione psicoanalitica». In questo capitolo, Borgogno narra della sua scoperta dell'opera di Ferenczi di cui nel corso degli anni è diventato un grandissimo interprete favorendone la diffusione del pensiero in tutto il mondo. Egli ha usato Ferenczi a parer mio - devo aggiungere - per veicolare le sue proprie idee.
Il secondo capitolo dal titolo «La relazione analitica: piccolo amarcord sulla psicoanalisi milanese e torinese» ci offre un interessantissimo spaccato del clima che si viveva nei centri psicoanalitici di Milano e di Torino a cavallo degli anni Settantacinque/Novantacinque. Borgogno ci racconta il suo incontro con Luciana Nissim Momigliano, con Di Chiara, con Stefania Manfredi Turillazzi, con Rosanna Guidi Gagliardi che fu suo supervisore al servizio di Psicologia Clinica dell'Ospedale Paolo Pini di Milano, con Eugenio Gaburri, e anche con alcuni suoi compagni di training come Dina Vallino e Nino Ferro, condividendo con tutti loro il progetto di un'analisi non dogmatica.
L'immagine che il lettore ne trae è quella di un formidabile gruppo al lavoro costi