You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Alcuni anni fa un mio paziente gravemente perverso mi descrisse con voluttà un incontro erotico con un partner. Dopo qualche premessa mi disse: «E a questo punto venni legato in modo da non potermi più muovere». Io rimasi in attesa del proseguimento del racconto, ma il paziente tacque, avendo finito ciò che aveva da dire. Il silenzio di entrambi, che aspettavamo, un commento lui e un proseguimento io, divenne imbarazzante, finché il paziente non mi venne in aiuto aggiungendo: «Ma non capisce? È lì il punto, essere legato, completamente in balia dell'altro. Cosa poi succede è normale, nulla di strano. La cosa eccitante è la totale passività, l'impotenza che provi, il terrore di quello che ti aspetta.» Capii quel giorno cosa fosse davvero il masochismo, nella sua variante più comune: una vicenda perversa non legata al piacere del dolore, ma al piacere della sottomissione e della passività.
Il libro di Rosella Valdrè esplora e analizza con grande finezza questo enigma della psicoanalisi, cercando di illustrare a cosa serva, quali vantaggi apporta il masochismo alla natura umana.
È un libro costruito molto bene, utile agli psicoanalisti e a chi lavora nel campo della salute mentale. Rossella Valdrè possiede quella qualità così necessaria per chi legge di riuscire a rendere chiaro ed esaustivo l'argomento che intende affrontare.
Il problema del masochismo viene distinto nel libro in tre parti:
Una prima parte teorica, molto raffinata, che parte da Freud e dai tre tipi di masochismo che individua e rielabora con posizioni differenti nel corso della sua vita. Molto interessante è la scelta del dopo-Freud, con la annosa questione se possiamo parlare di un masochismo contemporaneo. Valdrè privilegia giustamente la psicoanalisi francofona, perché, come nota, seguendo un filone di relazioni oggettuali si abbandona sostanzialmente il concetto della pulsione di morte e il masochismo viene a perdere la sua centralità. Gli autori che quindi cita sono i primi analisti legati a Freud, F