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Un libro collettaneo, a cura di Rita Corsa, Lucia Fattori e Gabriella Vandi, che si intitola Vecchiaia e Psicoanalisi. E che esce nell'Ottobre 2020. Di che cosa ci parlerà? Immagino che quando è stato concepito, l'obbiettivo del gruppo storico di «Psicoanalisi e fede» fosse di proseguire il confronto e l'approfondimento su queste tematiche a cui da anni si sta dedicando. E che nessuno potesse aspettarsi l'apocalittico e tumultuoso sconvolgimento che il Covid-19 ha portato in tutti (o quasi) gli angoli della terra. La vita, la morte, la solitudine, il dolore, l'angoscia, lo sperdimento, la rabbia… il coraggio, la speranza, il desiderio, la pietà, la tenerezza, tutti siamo stati percorsi da questi affetti, da questi pensieri.
Tutto questo ci riguarda, non siamo «osservatori neutrali».
Ma siamo anche psicoanalisti e dobbiamo offrire un surplus di attenzione e ascolto alle necessità specifiche di quelli che ci chiedono un aiuto, psicoanalitico o psicoterapeutico.
Le nostre fragilità professionali le possiamo affrontare dentro di noi, osservando il nostro controtransfert, proseguendo a investire lo studio di quello che ci interessa e soprattutto col gruppo dei colleghi, in presenza o da remoto (abbiamo già un gergo in comune appena coniato!); quelle personali devono poter contare sulle buone introiezioni della nostra famiglia interna.
Ma le analisi sono tutte diverse e anche gli analisti; nei momenti in cui sono da affrontare eventi collettivi così coinvolgenti, ognuno di noi ha bisogno sia di rapporti verticali (bisogni di contenimento, protezione, affidamento) sia di rapporti orizzontali (scambi amorosi paritari, reciprocità, solidarietà).
Nei capitoli del libro, ogni autore declina il tema proposto assumendo il vertice osservativo che in questo specifico momento lo sollecita di più; ma anche in ognuna delle versioni singolari ogni lettore può ritrovare pensieri, emozioni, riconoscimenti e trasalimenti che appartengono anche alla propria storia, testimonianza e prova dell'u