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Con molta emozione mi accingo ad introdurre il numero 2 del 2021 della Rivista di Psicoanalisi che è il primo numero curato dalla nuova redazione approvata dall'esecutivo entrato in carica nel Marzo 2021. Per prima cosa sento di dover esprimere un senso di gratitudine ai Direttori ed ai colleghi che hanno curato la Rivista prima di me. Infatti, scorrendo i numeri che si sono succeduti nel corso degli anni con uno sguardo attento accompagnato dall'idea di pensare ad una nuova progettualità, mi sono reso conto di quanto la Rivista sia cambiata e migliorata nel corso degli anni e sia testimonianza delle diverse passioni che di volta in volta chi se ne è curato ha messo in campo.
Mi trovo dunque a prendere il timone del lavoro editoriale di una Rivista che, nel complesso, trovo in buona salute e, proprio per questo, ancora di più può volgersi a progettare quei cambiamenti che pur nella continuità, diano spazio a nuove forme di scrittura, di lettura e di comunicazione del sapere psicoanalitico.
Il presente volume è, come si può evincere dalla sua stessa strutturazione, un numero di passaggio ma non per questo è meno importante di altri numeri che lo hanno preceduto o che gli succederanno in futuro. Si è infatti pensato di dare spazio ad alcuni rilevanti contributi che hanno avuto un posto preminente nel recente Congresso Nazionale della SPI sul tema Inconscio/Inconsci e, allo stesso tempo, per consuetudine accreditata da tempo, di pubblicare le relazioni principali che saranno lette al Convegno dell'IPA che si terrà online a luglio 2021, sul tema «The infantile. Its multiple dimensions».
La Rivista si trova, inoltre, ad essere una finestra dalla quale la psicoanalisi guarda alla sua storia e allo sviluppo dei modelli psicoanalitici, in particolare in un momento estremamente critico nel panorama sociale e globale per via della pandemia che è ancora in corso in tutto il mondo anche se in modi differenziati. Siamo, di conseguenza, nonostante in Italia si vedano vie d'uscita da