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Èdifficile in poche considerazioni dar l'idea di un libro così complesso e sfaccettato come questo L'identità in questione: saggio di psicoanalisi e ermeneutica, che Giuseppe Martini e Vinicio Busacchi pubblicano presso Jaca Book: terzo titolo della collana Psyché subito dopo l'Ascolto e l'Ostacolo, che riassume la riflessione di una vita di Fausto Petrella su Psicoanalisi e Musica e Attorno alla Psicoanalisi di Paul Ricoeur, che del filosofo francese raccoglie la riflessione cinquantennale sulla Psicoanalisi. Come i due titoli precedenti, anche questo di Martini e Busacchi non è certo un libro «per i prossimi 6 mesi». In 1 introduzione, 2 ouvertures, 9 capitoli e 1 intermezzo, gli autori, muniti dei dispositivi critici della psicoanalisi e della filosofia ermeneutica, affrontano temi colossali quali «quid est homo?», «quis sum ego?», la loro storia millenaria, il loro riconfigurarsi nel dibattito contemporaneo. Temi che, per la vastità delle questioni convocate, possono addirittura intimidire il lettore, al quale è certo richiesta una dedizione non frettolosa.
Il lettore psicoanalista, poi, nel caso dia solo una rapida scorsa ai titoli, può essere preso dal dubbio che il testo lo trascini su versanti troppo lontani dalla clinica; o addirittura incorrere in un riflesso quasi automatico di sospetto: il tema dell'identità personale è infatti uno di quelli che rischia immediatamente di essere percepito dagli psicoanalisti in «odore di resistenza alla psicoanalisi», dato che la psicoanalisi è nata proprio come una critica radicale ad una idea tradizionale e sostanzialistica di soggetto, dalla consapevolezza della complessità conflittuale delle forze e delle presenze che lo abitano e degli aspetti difensivi e razionalizzanti delle nostre costruzioni e «narrazioni» identitarie (la psicoanalisi è per vocazione una «anti-narrazione», scrisse Laplanche). Anzi: come è ben illustrato proprio nel primo capitolo «la psicoanalisi come conflagrazione dell'identità», proprio la psic