You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Negli ultimi mesi della sua vita a noi allievi che gli siamo stati vicini, in più riprese Soavi ha raccontato episodi della sua vita in una forma narrativa, che teneva insieme episodi del suo passato con eventi del suo presente. Questa capacità ha fatto sempre parte del suo bagaglio professionale, e del suo agire analitico.
Rino, questo è il nome familiare con cui preferiva essere chiamato dagli amici, ha avuto una infanzia difficile caratterizzata da abbandoni traumatici, ci raccontava di questo, volendo considerarci non più suoi allievi, ma amici così come lui si augurava di essere considerato da noi.
Le vicende della sua prima infanzia sembrano contraddire uno dei capisaldi della teoria psicoanalitica: l'importanza centrale delle figure genitoriali e della loro cure per il buon sviluppo della persona. La madre, quando Rino aveva nove mesi, lo abbandona e parte per l'America latina, lasciandolo a casa di una balia. Anche il padre, dopo poco, parte a sua volta per andare a vivere in Canada. La nonna e le zie paterne lo vanno a prendere a casa della balia e «con grandissimo amore, e anche viziandolo» si prendono cura di lui, sin quando diventa un giovane uomo.
Probabilmente, l'avere affrontato ed in larga misura superato questi traumi infantili è alla origine della grande apertura mentale di Rino ed anche di due punti che caratterizzano la sua pratica psicoanalitica: l'importanza che egli attribuisce alle figure collaterali e il sostegno accordato ad una psicoanalisi che stia dalla parte dei diritti dei figli (ad essere amati e rispettati) piuttosto che da quella dei diritti dei padri (ad essere trattati con considerazione e seguiti nelle loro attese e aspettative).
La vicenda di Rino fa venire in mente quella di un'illustre persona, Federico II - Stupor mundi. Federico, che era orfano di padre e aveva perso la madre a tre anni sviluppò grande tolleranza e fu capace di accettare le differenze di cultura e religione. Quando - dopo una crociata cui aveva preso parte molto