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La dinamica del transfert e del controtransfert è fondamentale per la psicoanalisi dei bambini così, e ancora di più, di come lo è per la psicoanalisi degli adulti. Quale sia la rilevanza del controtransfert nella relazione psicoanalitica è ben noto da quando Paula Heimann mise in luce l'importanza del controtransfert come aiuto fondamentale per entrare in contatto con l'inconscio del paziente e con i livelli primitivi dell'esperienza. Il controtransfert ha acquisito sempre più importanza all'interno della scuola kleiniana, e non solo. Ricordo tra gli altri Hanna Segal, Rosenfeld, Bion, Racker, Winnicott. Quanto più la psicoanalisi si avvicinava a pazienti gravi con cui era fondamentale cogliere livelli di comunicazione non verbale, tanto più l'analista era chiamato a tener conto dei propri sentimenti, delle proprie sensazioni e quindi del proprio controtransfert.
A volte, come è stato sottolineato da molti (Kernberg, Grinberg, Feldmann e altri), soprattutto quando il paziente fa un uso massiccio di identificazioni proiettive, le comunicazioni sono molte e complesso, ma fondamentale, è il lavoro di comprensione e di elaborazione. Nota Grotstein, partendo dall'identificazione proiettiva e dalla contro-identificazione proiettiva di Grinberg, che questi processi influiscono sulla mente dell'analista e che la capacità dell'analista di essere contenitore convertirà quest'esperienza in qualcosa di significativo per il paziente e per il processo terapeutico. Infatti affetti inesprimibili e invivibili per il paziente prendono corpo ed espressione attraverso la mediazione del controtransfert dell'analista.