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La nuova redazione della Rivista di psicoanalisi ha deciso di dedicare il suo primo focus, sviluppato in collaborazione tra la sezione Dialoghi sulla contemporaneità e Ricerche interdisciplinari, ad una tematica alquanto «frequentata» da psicoanalisti, filosofi, antropologi, sociologi e (purtroppo) politici, ma colta da un nuovo e originale punto di vista, espresso dall'antropologo Francesco Remotti. L'Autore infatti mette in discussione in modo radicale due concetti che la psicoanalisi stessa ha fatto suo continuo tema di riflessione, quelli di identità e di individuo. Eppure al di là della sua radicalità, che si esprime nei concetti di SoDif e condividuo, la proposta di Remotti trova inusitate convergenze anche in ambito psicoanalitico (e filosofico) che ruotano intorno al con: questa umile particella che, declinatasi nel mit del dasein della fenomenologia e della psichiatria fenomenologica, oppure nell'idea di altro e Einfûhlung (empatia, o meglio entropatia) della filosofia del novecento da Martin Buber a Paul Ricoeur, da Edith Stein a Emmanuel Lévinas, e finalmente nell'inter della psicoanalisi interpersonale e intersoggettiva, o nel concetto di campo e di terzo di quella di derivazione bioniana (e non solo), ha rivoluzionato le scienze umane e, più recentemente, fatto avvertire il suo peso sostanzioso anche nell'ambito delle neuroscienze.
Nel focus si è inteso renderne la pregnanza con il termine condivisione. Questo da un lato fa eco alla proposta epistemologica di Remotti volta a suggerire la sostituzione di una concezione, che tradizionalmente rimane centrata sull'individuo, con una che vi pone il condividuo, dall'altra soffre della stessa (feconda?) ambiguità semantica del termine «identità». Se esso infatti rimanda all'identico, ma per riaffermare le potenzialità trasformative delle discontinuità (questa per lo meno l'accezione che più diffusamente ne dà il pensiero contemporaneo), «condivisione» reca in sé la minaccia-possibilità della divisione.
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