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«L'importanza di una immediata consapevolezza interna non simbolica del proprio corpo a partire dall'interno; cioè dello sfondo o matrice ininterrotta del proprio senso di essere[…]»
«Nessuna malìa dello oscuro, una messa in luce di una logica, decifrazione di una lingua, senza dubbio strana ma intellegibile[…]»
1. In questo articolo le vicissitudini delle identità vengono indagate con gli strumenti teorici e con il metodo della psicoanalisi, messi alla prova dalla clinica psicoanalitica e dalle esperienze sociali e culturali esemplari dell'epoca attuale. Mi sembra tuttavia opportuna una premessa di ordine generale.
Nella cultura occidentale il concetto di «identità personale» viene formulato nel 1694, data di pubblicazione della seconda edizione del Saggio sull'intelletto umano di Locke.
Locke definisce l'«identità personale» un meccanismo psicologico, che non ha il proprio fondamento in un'entità sostanziale, come per tanto tempo era stata considerata l'anima, ma piuttosto nella funzione della memoria.
L'identità è costituita da sensazioni, esistenti in un luogo e in un tempo determinati, che si mettono in relazione con se stesse in un altro tempo e in un altro luogo. Da