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Il libro che mi appresto a presentare è quasi il gemello di un volume precedente di cui riproduce sia i curatori sia il metodo di lavoro. È un testo organizzato intorno allo scritto di Freud «Su alcuni meccanismi psichici della gelosia, paranoia e omosessualità», con i due apporti ancillari di D. Lagache e J. Riviere. Pressoché identico (eccetto Ginzburg, Colangelo e Gori) il gruppo di coautori impegnato nello studio dei contributi che hanno arricchito il discorso postfreudiano sulla gelosia. Nella conquista di uno spazio che non sia all'ombra del primo, si staglia subito una differenza: mentre l'uno, incentrato sul transfert si dispiega in un discorso interno al pensiero psicoanalitico, il secondo intesse una trama discorsiva che si avvale di molteplici incursioni extra moenia. Dal transfert, quindi, come concetto fondamentale alla gelosia come affetto fondamentale da cui originano una molteplicità di scenari che convocano innanzitutto il genio poetico di Shakespeare. Rintracciamo così differenze e continuità con il primo libro a stampa di Galiani dedicato all'Amleto, che sin dal suo sottotitolo «un secolo di studi tra metapsicologia e psicoanalisi applicata» segnalava una passione per l'approccio storico che può declinarsi nell'intreccio tra storia dei concetti e storia della psicoanalisi.
Quanto a Stefania Napolitano in veste di co/curatrice, è percepibile, in questo volume, una maggiore influenza del suo pensiero, rispecchiata soprattutto da due aspetti: la rilevanza del lavoro di cura delle traduzioni e il peso specifico di Lacan.
La versione proposta dello scritto di Freud, tratta dalla traduzione di Lacan, che contrasta con quella canonica (OSF), è equiparabile ad una interpretazione musicale che, attraverso alcune forzature del testo, pone in rilievo l'acutezza del pensiero freudiano. Interessante il confronto tra le due traduzioni, di cui segnalo, per incuriosire il lettore, come ad esempio, la prima forma di gelosia, che Freud differenzia dalla proiettiva e