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Questo Webinar è stato organizzato dal Gruppo PER Nazionale (Psicoanalisti Europei per i Rifugiati) della SPI. Fabio Castriota, referente del Gruppo nel precedente Esecutivo, che ha coordinato i lavori, nella sua introduzione ha ricordato che il PER opera sia in ambito nazionale che internazionale, nella FEP e nell'IPA.
Fondato nel 2016, il Gruppo si è mosso sia in ambito teorico che clinico. Numerosi psicoanalisti hanno dato e danno un loro contributo di lavoro con migranti e rifugiati e con gli operatori che svolgono la loro attività con questi ultimi. Il PER ha lavorato allo sviluppo della conoscenza, del coordinamento, dell' ampliamento di un pensiero psicoanalitico sul lavoro con i migranti.
Nella relazione introduttiva, Virginia De Micco, Cooordinatore Nazionale, ha presentato una Psicoanalisi che si interroga sul problema migranti, su che cosa essi rappresentino nella contemporaneità e quale immagine essi ricoprano nell'area sociale. L'umano è una costruzione labile, dice De Micco, che può facilmente diventare un disumano, nel momento in cui, come nella situazione attuale, si trova ad affrontare fasi difficili e passaggi impervi segnati dall'incertezza e dalla precarietà.
Il fenomeno migratorio ci pone di fronte a cambiamenti che implicano perdite, dinamiche di contatto potenzialmente traumatiche, disorientamento, angoscia e spesso violenza.
Nel nostro inconscio il migrante può divenire un luogo del rimosso, una Alterità che può essere rappresentabile o una Stranierità irrappresentabile. Aspetti scissi, espulsi da noi vengono proiettati violentemente sullo straniero. Elementi intollerabili in se stessi vengono rispecchiati dalla presenza dello straniero. Dunque lo straniero diviene un pericolo da cui allontanarsi e liberarsi. Talvolta anche attraverso parole o azioni violente.
In periodo di pandemia abbiamo osservato che rifiuto e allontanamento sono stati messi in atto potentemente anche nei confronti di altri, degli Altri, che possono rappresentare un pericolo p