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«La nostra cornice teoretica complessiva non è allo stato attuale adeguata all'esigenza di comprendere i fenomeni clinici (che si sviluppano in modo relativamente indipendente), né alla più basilare esigenza di costruire una scienza della mente. Ma se davvero intendiamo costruire questa scienza il nostro obiettivo dovrebbe rimanere la ricerca di quella teoria unitaria e coerente che era negli auspici di Freud e che egli aveva iniziato a creare».
L' intento di questa ricerca è di avviare un'indagine sistematica sulla teoria psicoanalitica. Nel panorama attuale della psicoanalisi coabitano concezioni psicogenetiche, concezioni patogenetiche e concezioni della cura, che propongono principi di spiegazione diversi e spesso incompatibili, da cui discendono pratiche cliniche a loro volta diverse e incompatibili. In assenza di formulazioni precise e di criteri di confrontabilità, questa diversità non assume il carattere di un vero pluralismo scientifico, ma si traduce piuttosto in una forma di «commensalismo», nel quale le diverse scuole e correnti convivono, le une accanto alle altre, senza falsificarsi né modificarsi. Di fronte a ipotesi e teorie divergenti una comunità scientifica affronta le contraddizioni non invocando il sacro diritto al pluralismo - che due teorie che si contraddicono a vicenda non possano essere entrambe vere è questione di logica non di pluralismo - ma promuovendo l'indagine e il confronto, in modo da realizzare un avanzamento delle conoscenze.