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La psicoanalisi parte da un postulato di base, la cui discussione è riservata al pensiero filosofico e la cui giustificazione risiede nei suoi propri risultati. Di ciò che chiamiamo la nostra psiche (o vita psichica) ci sono note due cose: innanzitutto l'organo fisico e il suo scenario, il cervello (o sistema nervoso) e, in secondo luogo, i nostri atti di coscienza che sono dati immediatamente. […] Tutto ciò che sta in mezzo ci è sconosciuto, e non è data una relazione diretta fra i due estremi del nostro sapere (GW, 17, 67; O.S.F., 11, 572).
I. I nostri due assunti si riallacciano ai due punti, terminale o iniziale del nostro sapere. Noi assumiamo che la vita psichica sia funzione di un apparato al quale ascriviamo un'estensione spaziale e una struttura composta di più parti (GW, 17, 67; O.S.F., 11, 572).
II. Ciò che la psicoanalisi deve affermare è propriamente questo, e in ciò consiste il suo secondo assunto fondamentale: essa spiega che i processi presunti concomitanti di natura somatica costituiscono il vero e proprio psichico, che in virtù di ciò prescinde inizialmente dalla qualità della coscienza (GW, 17, 80; O.S.F., 11, 585).