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1. […] Considero l'Es come identico ai due istinti (1958, 88; ed. it.: 548).
2. Ritengo che [un Io precoce] esista fin dall'inizio della vita post-natale, sebbene in forma rudimentale e grandemente priva di coesione (1957, 190; ed. it.: 85). [Nell'] Io precoce […] la tendenza all'integrazione si alterna alla tendenza alla disintegrazione, ad andare in pezzi. Io penso che queste fluttuazioni siano caratteristiche dei primi mesi di vita (1946, 100; ed. it.: 412).
2.1 L'Io inizia ad operare e si sviluppa grazie all'istinto di vita. Ciò si realizza attraverso le sue prime relazioni d'oggetto (1958, 89; ed. it.: 548).
2.2 Sotto l'impatto della lotta tra i due istinti, una delle principali funzioni dell'Io - il padroneggiamento dell'angoscia - è attiva fin dall'inizio della vita. […] Il pericolo di essere distrutto dall'istinto di morte dà origine all'angoscia primordiale nell'Io (1958, 84-5; ed. it.: 542).
2.3 È l'Io, e non l'organismo, a deflettere l'istinto di morte […] (1958, 84; ed. it.: 541). Due processi sono implicati in questo particolare meccanismo di deflessione. Una parte dell'istinto di morte è proiettata nell'oggetto, che diventa pertanto persecutorio; mentre la parte dell'istinto di morte che è trattenuta nell'Io fa sì che l'aggressione venga rivolta contro l'oggetto persecutorio (1958, 85 nota 7; ed. it.: 542, nota 4).
2.4 La forza dell'Io - che riflette lo stato di fusione tra i due istinti - è […] determinata costituzionalmente. […] La misura in cui la forza dell'Io può essere conservata e accresciuta è influenzata in parte da fattori esterni, in particolare dall'atteggiamento della madre verso il bambino. Tuttavia, anche quando l'istinto di vita e la capacità di amore prevalgono, gli impulsi distruttivi sono ancora deflessi all'esterno […] il processo di integrazione conduce a cambiamenti continui nella relazione dell'Io con i suoi oggetti con una fluttuazione tra interno e esterno, oggetti buoni e cattivi, in base alle fantasie