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Un confronto strettamente assiomatico degli enunciati di Bion è solo parzialmente possibile, dal momento che la teoria di Bion si presenta come un sistema descrittivo e linguistico originale, che, pur non essendo in conflitto con quello di Freud, non è puntualmente correlabile con esso. Dall'esame degli assiomi è però possibile rilevare alcuni aspetti significativi in cui il pensiero di Bion si discosta da quello di Freud.
1 Lo scopo del mio lavoro, afferma Bion all' inizio di Elements, è di rendere la psicoanalisi content-independent, indipendente cioè dai contenuti particolari, e perciò suscettibile di raggiungere quel grado d'astrazione necessario a funzionare come una teoria scientifica. Egli designò pertanto gli elementi psicoanalitici, ovvero le «astrazioni» ad uso della teoria, mediante simboli (α, β, ξ ψ, ♂, ♀, …), allo scopo di distinguerli dalle «realizzazioni», dai fenomeni particolari osservabili. Gli elementi sono intesi pertanto a rappresentare enti logici, notazioni ad uso della teoria, e non contenuti esistenti nella realtà.
«Dal momento che le teorie psicoanalitiche sono un composto di materiale osservato e di astrazione da esso derivata, sono state criticate come non scientifiche. […] Io propongo di cercare un modo d'astrazione che consenta che gli enunciati teorici trattengano il minimo di particolarità. […] Il difetto della teoria psicoanalitica esistente non è dissimile da quello dell 'ideogramma, se confrontato col linguaggio alfabetico; l'ideogramma rappresenta una sola parola, mentre è sufficiente un numero esiguo di lettere per formare molte migliaia di parole. Similmente gli elementi che io cerco devono essere tali che ne siano richiesti relativamente pochi per esprimere, attraverso cambiamenti di combinazione, quasi tutte le teorie essenziali per il lavoro dello psicoanalista. […] Il compito allora è quello di astrarre tali elementi liberandoli dalla combinazione in cui sono vincolati e dalla particolarità che loro deriva dalla realizzazione