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Il libro rappresenta un ulteriore riconoscimento storico del contributo dato alla Psicoanalisi Italiana, negli anni '80, dagli scritti sulla Fusionalità ad opera degli psicoanalisti romani Neri, Pallier, Petacchi, Soavi, Tagliacozzo, attraverso un continuativo, appassionato e proficuo lavoro di gruppo, svolto in incontri serali, nel loro studio di Via Salaria 237 (già studio di Nicola Perrotti) che, d'ora in poi, verrà denominato, per brevità, «gruppo di Via Salaria».
Il testo comprende: a) un «nucleo» centrale costituito dalla riedizione degli «storici» lavori del gruppo romano, b) un rilevante «contorno» di articoli sugli «storici lavori», da parte di analisti attuali (Neri, anche unico membro superstite del gruppo, Meterangelis, Lombardozzi, Speranza, Bonfiglio, Fonda), per lo più analizzati e allievi dei primi.
Circa la materia dei lavori storici, pubblicati da decenni e ben conosciuti, si rimanda agli originali, eccetto che per la breve sintesi che segue.
Negli scritti sui lavori del «gruppo di Via Salaria», una successiva generazione di analisti, riconosce alla precedente, prevalentemente formata nell'esperienza kleiniana, di aver innovato le prospettive della psicoanalisi italiana degli anni Ottanta, attraverso la esposizione, seppur in formulazioni diversificate tra gli autori, di una teoria della «fusionalità», derivata dall'osservazione nella relazione analitica di fenomeni «fusionali», in pazienti con storie di deficit di accudimento, che il classico approccio kleiniano stentava a far comprendere. Nel complesso i lavori mostravano il movimento progressivo di un analista, difensivamente distanziato e «protetto» dalle sue teorie e interpretazioni, che si «apriva», seppur con cautela, alle richieste di avvicinamento e comprensione affettiva da parte del paziente. La visione e la relazione dell'analista si orientavano di più sulla persona nella sua globalità, sul suo Sé e le sue spinte individuative-separative, con sempre maggiore attenzione alla sintonia con i