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Per provare a dare un assaggio del Congresso partirei dalle parole delle due presidentesse IPA che «virtualmente» si passavano il testimone: Virginia Ungar, nella cerimonia di chiusura, ha detto: «L'infantile è una forza viva, è una risorsa di creatività, significa essere aperti al nuovo e portare avanti una speranza di fronte alle difficoltà. Questo congresso on-line è stato un successo perché grazie alla tecnologia siamo stati un esempio di capacità infantile nel far fronte alle difficoltà provocate dalla pandemia ed è stato possibile sentire un'atmosfera di vicinanza, intimità e rispetto reciproco nonostante fossimo lontani e ubicati nei quattro angoli del mondo».
Le prime parole di Harriet Wolfe, nel raccogliere il testimone dalla Ungar, sono state: «La clinica in psicoanalisi rimane l'identità primaria mia e della maggioranza dei membri IPA ma abbiamo sottovalutato quanto il pensiero psicoanalitico sia utile anche in altri contesti. Citerò Freud: L'uso della psicoanalisi nel trattamento delle nevrosi è solo una delle applicazioni, il futuro, forse, ci mostrerà che non sarà il più importante».
Il suo discorso infatti sarà centrato su come la psicoanalisi possa aiutare anche la comunità.
I dati forniti dall'IPA sul congresso, come sottolineava la presidentessa, sono stati decisamente confortanti. In termini di paragone con Londra o con i congressi precedenti c'è stata una risposta decisamente simile. Nonostante le grosse paure iniziali sul numero di proposte che sarebbero arrivate, ne sono state inviate 347 mentre a Londra erano state 512 che, considerando che eravamo in piena pandemia, è stato un buon risultato.
Ci sono stati 2015 partecipanti, un dato simile agli altri congressi e il feedback generale è stato molto buono; incredibilmente molte persone dicono di preferire il congresso on-line. Per cui gli organizzatori immaginano che il futuro sarà ibrido, con eventi in presenza ma anche seguiti da remoto. Come dice Flavia Salierno nel suo report, pubblicato in ques