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Questo lavoro prende spunto dall'osservazione di alcune interazioni tra analista e paziente in un momento storico - quello attuale - in cui la situazione di interruzione delle canoniche forme del setting ed il passaggio alla terapia in remoto, e soprattutto la presenza nel campo relazionale di sentimenti dell'analista simmetrici a quelli del paziente (la paura, il senso di difficoltà a gestire l'ignoto), hanno creato per il paziente l'opportunità di porgere qualche forma di aiuto all'analista stesso. Questi passaggi, pur collocandosi sul confine di un rischio nella direzione di un acting, vengono invece elaborati e compresi come indicatori di un prezioso momento emancipativo, che porterà il paziente a fare esperienza di sé come capace di offrire empaticamente qualcosa di valido, ed esperienza dell'analista come più raggiungibile e vicino, segnando l'inizio di una fase di elaborazione della possibile conclusione dell'analisi.
PAROLE CHIAVE: Azione interpretativa, emancipazione, enactment, riconoscimento, simmetria.