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Sono passati cento anni da Psicologia delle masse e analisi dell'Io e la riflessione su questo scritto di Freud, che presentiamo con l'intervista di Sara Boffito al nostro Presidente Sarantis Thanopulos e con il saggio di Anna Ferruta, meriterebbe sicuramente più spazio e particolare attenzione da parte degli psicoanalisti, anche per gli interrogativi posti dai profondi cambiamenti cui stiamo assistendo nel mondo sociale e culturale.
I temi affrontati dai colleghi - il ruolo originario dell'identificazione e il suo articolarsi con l'investimento oggettuale; il rapporto individuo-ambiente-gruppo-massa; la presenza e qualità dei legami libidici in gioco; la funzione ipnotica e suggestiva del contagio psichico e quella indispensabile alla crescita della dipendenza positiva dai caregivers; l'importanza basilare di una capacità negativa, dell'elaborazione del lutto, della condivisione di illusioni; il rischio dell'isolamento, della presenza «remota» e del conformismo dell'«ululare con i lupi»; l'ipotesi di una dimensione istituzionale dell'apparato psichico… - questi temi danno un'idea della complessità di un campo di ricerca ancora molto da esplorare in psicoanalisi e certamente non saturabile.
Si tratta di temi che possiamo riconoscere come elementi costanti della dimensione individuo-gruppo, pur nel passare dei secoli, nel modificarsi dei contesti socioculturali e nelle diverse e nuove modalità di partecipazione e comunicazione: dalla piccola piazza della Polis evocata da Thanopulos, fatta di cittadini, maschi, liberi - con l'esclusione di donne, schiavi e barbari - alle monumentali e tragiche architetture urbane dei totalitarismi del 900, alle piazze virtuali dei social media e ai fenomeni inclusivi di globalizzazione del nostro mondo attuale, in cui assistiamo a forme inaspettate e inquietanti di occultismo, come nel caso dei «complottisti», ma anche a forme sorprendentemente creative di aggregazione, come nel caso dell'arendtiana «democrazia sorgiva» (Cavarero, 2019)