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Da quando ho iniziato la pratica psicoanalitica e terapeutica a tempo pieno, ho trascorso la maggior parte della vita da sveglia seduta dietro un paziente sdraiato su un divano, o a faccia a faccia con un paziente seduto su un'altra sedia simile alla mia. Viene in mente l'immagine del viaggiatore con la fantasia, ed effettivamente viaggiare è quello che facciamo, e non solo quando un paziente ritorna da un lungo viaggio, o quando noi andiamo in vacanza. Godiamo del fascino sempre nuovo del viaggiare in profondità dentro lo spazio interiore, sia nostro sia dei pazienti. Le persone con cui andiamo hanno bisogno di un compagno, e, a volte senza avere una chiara idea di ciò che stanno facendo, ci chiedono di andare con loro. E noi, perché ci offriamo accompagnarli?
Incroci, una rubrica di clinica che ha dato spazio alle molte e variegate voci della psicoanalisi italiana attuale, è stata iniziata e curata da Laura Colombi nella precedente Redazione, seguita con interesse e attenzione dai lettori, che ne hanno apprezzato, come me, lo stile e la passione.
È quindi con molto piacere che introduco Incroci in questo primo numero del 2022. La specificità della rubrica resta la stessa: la clinica psicoanalitica vista attraverso la presentazione di materiale «in presa diretta», in modo da mostrare il più fedelmente possibile l'analista al lavoro. Il resoconto clinico è accompagnato dal commento di due colleghi, che da punti di osservazione diversi si confrontano nella loro lettura clinica e teorica. Confrontarsi ha un grande valore, apre a significati inaspettati, e sappiamo quanto anche utilizzando gli stessi concetti si possano avere orientamenti diversi nella pratica clinica.