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Non è facile recensire questo libro, nato da un ciclo di seminari organizzati tra il dicembre 2018 e il novembre 2019 dalla SPI e dalla Enciclopedia Italiana presso la sede della Treccani. Le varie relazioni, raccolte in questo libro, sono state intelligentemente raccolte e compattate da Lorena Preta, mirabile collega capace di integrare saperi differenti in un unicum che li trasforma in un discorso fluido ed unitario. Vorrei riuscire a prendermi cura delle parole di questo libro in modo da trasmettere il piacere che ne ho ricavato dalla sua lettura, e trasmetterlo ai colleghi, invogliandoli a scorrerlo. Dico scorrere e non leggerlo, perché inevitabilmente alcuni aspetti saranno più consoni ai lettori ed altri meno, come appunto accade sempre nei libri collettanei. Eppure, consiglio di cercare di seguire il fluire limpido e consequenziale delle parole del testo, che così frequentemente riusciamo a fare scorrere tranquillamente nel letto del fiume assecondandone le balze, le pietre, le risacche, le cascate che il fiume analitico incontra nel suo percorso.
Una prima riflessione sul libro, è che è stato scritto e pensato prima dell'epidemia di Covid 19 e che pure, inconsapevolmente, spesso l'anticipa, in molte relazioni.
Curare. Parola complessa. Ricordo un dialogo con un'analista di Milano colta e appassionata (Gilda De Simone) che mi raccontava che a spingerla verso questo mestiere era stato il desiderio di capire il funzionamento della mente, ed io che invece le dicevo che per me era stato il bisogno di curare la sofferenza psichica. Entrambe avevamo poi convenuto che le due posizioni inesorabilmente si incontravano e si intersecavano, spostando ogni volta l'equilibrio verso un polo o verso l'altro.
«La cura dei corpi converge con quella della mente», riflette Lorena Preta nell'introduzione, «come qualcosa che non ci riguarda più solo individualmente ma che va estesa al gruppo sociale. Da qui il conflitto apparente tra libertà individuale e esigenze collettive». A rile