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Per chi conosce i testi, gli articoli, le teorie di Otto Kernberg, psicoanalista di fama mondiale, rivoluzionario clinico che ha adattato le teorie psicoanalitiche al trattamento vis à vis dei pazienti borderline e dei più gravi disturbi di personalità, da lui descritti come pioniere prima degli anni Sessanta in un campo del tutto inesistente, già Presidente della Società Psicoanalitica Internazionale dal 1997 al 2001, o per chi lo ha conosciuto personalmente vedendolo al lavoro con casi gravissimi di borderline e narcisisti impossibili, questa intervista, condotta da Manfred Lütz, teologo, psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Tedesca, che ha il sapore di una biografia, giunge alquanto inaspettata o come una vera sorpresa per la personalità e le convinzioni che comunica. L'immagine che i testi, la fama e la pratica clinica ci consegnano, da Disturbi Gravi di Personalità a Amore e aggressività, per citare solo alcuni dei libri tradotti in Italiano, ha il sapore di una tetragona e monumentale sicurezza e conoscenza delle teorie psicoanalitiche da Freud a Klein, da Margaret Mahler a Edith Jakobson, contribuendo alla creazione di una figura di clinico e studioso capace di rivisitare il canone psicoanalitico, integrando creativamente Psicologia dell'io, teorie kleiniane e teorie oggettuali in una sua originalissima visione. Approda a rivoluzionarie cognizioni e pratiche cliniche, frutto di una personalità imbattibile, originale, creativa e lucidissima. Il Kernberg che compare in queste pagine consegna a noi credenze, visioni, ideologie che ci sorprendono alquanto e ci fanno intravedere aspetti inattesi. Intendiamoci, non si mettono in discussione in questo libro diagnosi da lui create, come quella non esistente nel DSM ma verissima nella clinica di «narcisismo maligno» o quella «organizzazione borderline» che descrive una modalità di funzionamento tra nevrotico e psicotico, indubbiamente utile, e sicuramente la penetrazione della mente, la determinazio