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Il VI Convegno Nazionale sul lavoro psicoanalitico con bambini e adolescenti «Chi cura chi? Articolazioni e rovesciamenti nelle relazioni affettive» si è tenuto a Genova in modalità mista, espressione del bisogno e del desiderio di ritrovarsi finalmente seduti l'uno accanto all'altro, «in carne ed ossa».
Sarantis Thanopulos ed Elena Molinari, dopo avere introdotto il Convegno, hanno lasciato i partecipanti all'efficacia evocativa della voce di Pietro Fabbri, attore del Teatro della Tosse di Genova, che ha coinvolto il pubblico a entrare in risonanza emotiva con un bambino, Shuggie Bain, e sua madre Agnes, descritti con profonda empatia e umanità dallo scrittore Douglas Stuart (2020). Shuggie è un bambino immerso in un'atmosfera tossica e pericolosa, attraversata da forti correnti incestuose, che fa del suo meglio per prendersi cura della madre imprigionata nella distruttività, cercando di sostenerla e di sollevarla da una depressione cupa.
La lettura di un brano particolarmente toccante del romanzo ha accompagnato i partecipanti a entrare nel vivo del convegno con le relazioni di Amanda Jones e Virginia De Micco.
Nel solco del pensiero di Selma Fraiberg, che ci insegnò che i fantasmi del passato dimenticato dei genitori sono gli ospiti non invitati al battesimo dei figli (Fraiberg, Adelson, Shapiro, 1975), Amanda Jones ha presentato una psicoterapia madre-bambino svolta in un servizio pubblico inglese con frequenza settimanale.
La cura del neonato sollecita una relazione intima che risveglia nella madre i fantasmi del passato e stimola il ricorso a meccanismi difensivi che colorano l'esperienza della relazione di entrambi.
Jones ha mostrato come nella psicoterapia madre-bambino l'attenzione dell'analista sia rivolta alla loro relazione e a ciò che della storia passata della madre le rende difficile prendersi cura del figlio e gioire della relazione con lui. Amanda Jones, nella sua modalità di intervento, propone di filmare alcune brevi interazioni per poi guardarle insie