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Il numero 2/2022 della Rivista è ricco di contenuti e contiene molte tracce che attraversano l'esperienza clinica, diversi modelli di lavoro psicoanalitico insieme a molte estensioni nel campo della politica in relazione al pensiero psicoanalitico, all'approfondimento del tema del male, del trauma e della Shoah ed alla relazione sul piano storico di Freud con altri pensatori suoi contemporanei. Viene la tentazione di incoraggiare alla lettura immergendosi in modo più diretto nello spirito che ispira i lavori pubblicati e le diverse scritture che rappresentano. Proprio per questo proporrei solo alcuni brevi spunti.
Per iniziare i lavori che aprono il numero spaziano in campi diversi e, allo stesso tempo, affini e per alcuni versi si intrecciano.
Paola Camassa propone un contributo dal titolo «Linking: biologia del piacere e corpo erogeno». Il lavoro è attento, rigoroso e passionale in quanto ci introduce inizialmente agli aspetti neurobiologici del piacere, con un'attenzione particolare alla relazione tra la dimensione ontogenetica e quella filogenetica, per poi tornare al testo e al discorso freudiano che interpreta in un modo personale e rispettoso. Emergono due aspetti cruciali: la dimensione del piacere come spinta al legame d'amore oggettuale e la peculiarità del comportamento sessuale della specie Homo Sapiens in relazione alle strategie psichiche dei gruppi umani per mantenere il rapporto di coppia come prerogativa ineliminabile sul piano evolutivo.
Maurizio Balsamo ci fa avvicinare al suo stile di pensiero psicoanalitico articolando con efficacia modello teorico e clinica nel lavoro dal titolo «Necessità e finzione nell'après coup». Ci pone di fronte alledifficoltà che si presentano nel lavoro clinico con pazienti che non consentono la ri-trascrizione in termini simbolici dell'esperienza che attiene a ciò che definisce primo colpo, riferendosi a condizioni di tipo traumatico, nel momento, che potremmo chiamare trasformativo nel contesto analitico, del secondo co