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Il concetto di «oggetto che fa impazzire» di Badaracco fa riferimento ai processi identificativi patogeni presenti nelle relazioni con l'oggetto primario nella psicosi. Per permettere al soggetto di abbandonare tali posizioni identificatorie e avviare un processo di soggettivazione, o psicoanalista argentino ha proposto l'utilizzo di un setting allargato, che preveda la con-presenza dell'oggetto, unico depositario di quella storia traumatica. L'articolo analizza come il Gruppo di Psicoanalisi Multifamiliare (GPMF) permetta di avviare un lavoro di rappresentazione costituendo il «luogo» e il «tempo» in cui ricostituire un senso e riavviare la capacità di produrre dei significati. Questa funzione del GPMF è messa in relazione con la spinta creativa di alcune opere di Van Gogh e Dalí, rilette come tentativi di affrancarsi da identificazioni patogene e di accedere alla propria «virtualità sana».
PAROLE CHIAVE: Gruppi di Psicoanalisi Multifamiliare, interdipendenze patologiche e patogene, oggetto che fa impazzire, psicosi, relazione primaria simbiotica, trauma transgenerazionale, virtualità sana.