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A partire da una vignetta clinica concernente un enactment, il lavoro esplora le modificazioni e le estensioni del concetto di inconscio, indagandone in particolare le diverse declinazioni all'interno del modello relazionale, nel quale il focus slitta dall'inconscio del paziente agli inconsci della coppia analitica al lavoro (inconsci almeno parzialmente condivisi, in perenne formazione e trasformazione). Cardine della prospettiva relazionale è la convinzione che l'oggetto sia radicalmente (e in buona parte inconsciamente) coinvolto nella costituzione della realtà psichica e nelle vicende della relazione analitica, che la dinamica relazionale-ambientale vada presa in considerazione accanto a quella economico-pulsionale, e che la ripetizione di esperienze passate nel presente non può che realizzarsi all'interno di una relazione nella quale la partecipazione inconscia dell'analista al dispiegarsi della dinamica transfero/controtransferale gioca un ruolo di grande rilievo. Il concetto di enactment, costrutto-cerniera che rappresenta uno dei più importanti sviluppi del modello relazionale, è in questo contesto particolarmente significativo, in quanto si colloca all'incrocio tra le mutate concezioni dell'inconscio, da una parte, e lo sviluppo della dimensione orizzontale-relazionale della psicoanalisi, dall'altra.
PAROLE CHIAVE: Agito, enactment, inconscio, inconsci, modello relazionale.