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Ringrazio gli autori di questo libro per avermi chiesto di recensirlo offrendomi l'opportunità di ripercorrere i significati più profondi che attraversano la narrazione della storia dell'Esodo degli Ebrei dall'Egitto, una narrazione che viene letta tutti gli anni nelle prime due sere della Pasqua ebraica; è il Seder costituito dalla lettura dell‘Haggadah(narrazione) accompagnato da un pasto caratterizzato da una serie di simboli alimentari legati all'uscita dall'Egitto e da benedizioni e preghiere in onore del Signore. L‘Haggadah è uno dei testi ebraici più stampati nel mondo, con piccole variazioni, ma che hanno tutti in comune alcuni pilastri fondanti: la narrazione della fine della schiavitù degli Ebrei in Egitto, la conquista della libertà, l'importanza del ricordo e della trasmissione intergenerazionale della memoria su questo evento fondamentale della storia ebraica. Questi due temi sono fili conduttori dell'Haggadah curata, interpretata, commentata dal dialogo tra il giornalista Dario Coen, il Rabbino Roberto della Rocca e il nostro collega Alberto Sonnino. Il loro dialogo è davvero stimolante, profondo ed originale poiché la chiave di lettura rabbinica si interseca, si coniuga e si armonizza con il vertice psicoanalitico attraverso le domande poste da Dario Coen.
L'Haggadah, il racconto, ha anche la finalità di favorire la trasmissione dai genitori ai figli, dai maestri agli allievi sulla propria storia antica e recente per un progetto ed una speranza futura. È attraverso la domanda che si estendono le possibilità di conoscenza, «di mettere tutto in discussione, senza fermarsi a verità assolute» (Sonnino, 45). Qui parla lo psicoanalista che ben sa che il percorso verso il mondo interno è caratterizzato da piste tortuose ma anche inedite e sorprendenti che si possono raggiungere attraverso la spinta epistemofilica e non con una pretesa onnisciente; il rabbino afferma che i più saggi sono consapevoli della propria «incompletezza e limitatezza» (44).
Lo studio ne