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«E con occhi che si svegliano da un sogno vide tutta la bellezza intorno a sé, vide il mare, sentì il sole, e capì: doveva sparire per un po' dal pianeta degli uomini e fare ogni sacrificio per creare un proprio mondo nuovo dalle profondità».
Vita? O teatro?
Nel 77esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, il Centro Milanese di Psicoanalisi «Cesare Musatti» in collaborazione con la Casa della Cultura di Milano ha organizzato domenica 23 Gennaio 2022, un evento trasmesso in streaming per la Giornata della Memoria, dal titolo «Quali tracce di creatività nei luoghi di distruzione?».
Quest'anno il momento di riflessione sulla tragedia collettiva che è stata la Shoah ha voluto dare voce ad alcune testimonianze preziose: alle delicate e toccanti tracce di creatività che troviamo nelle straordinarie vicende di chi, nei luoghi in cui pareva essere sparita ogni umanità, ha saputo rintracciare dentro di sé un elemento vivo e salvifico, un appiglio al legame e all'umano.
Testimonianze del bisogno di ricordare, creare e comunicare che hanno oggi per noi un valore trasformativo.
Simonetta Bonfiglio ha aperto i lavori, intervenendo in qualità di Presidente del Centro Milanese di Psicoanalisi, ripercorrendo alcune tappe della storia del gruppo di ricerca che, a partire dal 2005, ha visto Anna Ferruta, Valeria Egidi Morpurgo (che purtroppo ci ha lasciati nel 2019), Simonetta Diena e Ronny Jaffè, dare vita ogni anno a seminari ed eventi presso la sede del Centro e successivamente, dal 2011, presso la Casa della Cultura di Milano.
Il tema del primo seminario, «Pensare l'impensabile», così ancora vivo e attuale, rappresenta perfettamente il vertice di osservazione e lo spirito che ha animato la
ricerca e gli approfondimenti a cui il gruppo si è dedicato in questi anni, modificandosi via via nella composizione dei suoi membri (aprendosi alla nuova generazione di analisti, accogliendo: Sara Boffito, Sonia de Cristofaro, Marta Pezzati e Stefan