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Profondo è il pozzo del passato o non dovremmo dirlo imperscrutabile?
L'incipit di Thomas Mann aGiuseppe e i suoi fratelli mi invita ad attingere al pozzo dei ricordi, una vera miniera che è il lascito della mia amicizia «quasi secolare» con Mario Donadio e Celestino Genovese. Approdata nel 1965 all'Istituto di Psicologia diretto da Gustavo Iacono sono entrata in contatto con un clima effervescente che mi ha distolto dagli studi filosofici della Federico II, dove solo Filosofia morale di Aldo Masullo rompeva la grigia temperie a contorno. D'altronde il suo corso, centrato allora su Eros e Civiltà di Marcuse e Il gioco delle perle di vetro di Hermann Hesse inclinava già, imprevedibilmente, verso la psicoanalisi. Ma è stato l'incontro con AnnaMaria Galdo e i miei due colleghi/ fratelli maggiori Mario Donadio e Maurizio Ricciardi a farmi mutare radicalmente la rotta. Venni, insieme a Celestino Genovese, coinvolta nella ricerca in corso sull'Estraneo, una ricerca sofisticata che nasceva da una mescolanza di saperi, ma soprattutto dal clima culturale del 68 alle porte. Con Celestino Genovese avevo costituito un gruppo di studio spontaneo sulla/contro la guerra e ci eravamo imbattuti nel pensiero di Fornari sulla psicoanalisi della guerra come elaborazione paranoica del lutto; tesi che, con lucida e dolente sensibilità, segnalava tempestivamente la percezione dell'inedito salto di livello innescato dalla minaccia nucleare. Ma Franco Fornari è anche l'autore che con La vita affettiva originaria del bambino ha contribuito a introdurre e diffondere il pensiero della Klein, di cui il nostro gruppo è stato appassionato cultore e non un semplice, sia pure studioso, lettore. Non solo la Klein, quindi, ma tutti gli autori della Antologia a cura di M. Klein P. Heimann e R. Money Kyrle (come Bion, Milner, Rivière e Rosenfeld) nel periodo aureo del pensiero kleiniano, prima che i vari autori affermassero un proprio profilo autonomo e differenziato. Nella ricerca progettata sotto la g