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Partendo dall'incompletezza costitutiva dell'umano vengono analizzate le vie della soggettivazione e dell'umanizzazione attraverso il lavoro della cultura, con i connessi rischi disumanizzanti che si riaffacciano costantemente nelle condizioni di crisi storico-culturali. La migrazione forzata, la pandemia e la guerra vengono analizzate come «contesti traumatici» che configurano situazioni antropologiche ‘estreme’, capaci di influenzare profondamente la costruzione delle soggettività e dei processi di trasmissione culturale. In particolare viene esaminata la dimensione psichica ed antropologica del rischio che emerge nelle esperienze di relazione con lo straniero e con il nemico, luoghi fantasmatici oltre che configurazioni storiche in cui l'intreccio umano/disumano diventa particolarmente evidente.
PAROLE CHIAVE: Confine, lavoro culturale, straniero, trauma, umano/disumano.