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Nella primavera del 2020, durante il lockdown, Anna Maria Nicolò, allora Presidente della Società Psicoanalitica (SPI), in accordo con il Ministero della Salute, ha istituito un Servizio di Ascolto gratuito per offrire un aiuto psicologico a tutti coloro che ne avessero fatto richiesta. L'iniziativa ha visto il coinvolgimento di quattrocento psicoanalisti provenienti da ogni parte di Italia. Il volume, intitolato L'ascolto in emergenza e curato da Anna Maria Nicolò, raccoglie i numerosi contributi e gli spunti di riflessione relativi al lavoro svolto da un gruppo di colleghi analisti durante questa esperienza. Il Servizio di Ascolto, nato in una situazione eccezionale come quella della pandemia, ha avuto il merito di sperimentare una modalità d'intervento inusuale che ha messo alla prova l'utilizzo dello strumento psicoanalitico lontano dalla stanza d'analisi.
Come si può evincere dalle riflessioni contenute nei numerosi contributi degli autori, l'ascolto psicoanalitico, nonostante il breve arco di tempo, ha avuto una ‘funzione analizzante’ che ha permesso ai pazienti l'elaborazione di esperienze emotive intense attivate dalla situazione traumatica. Anna Maria Nicolò in La psicoanalisi alla prova dell'emergenza ha posto la sua attenzione sulla qualità dell'ascolto che ha definito «ascolto elaborativo» per la capacità dell'analista di accogliere e contenere il dolore trasformandolo in pensieri condivisi, consentendo ai pazienti di passare da una situazione di impotenza a una maggiore capacità di gestire i propri vissuti emotivi. Un ascolto specifico che «rivolge il proprio inconscio come un organo ricevente verso l'inconscio del malato» (Freud, , 536), al fine di «trasformare l'esperienza emotiva in termini di tollerabilità e pensabilità», come descrive Lussana in Conversazioni in remoto sulla pandemia Covid-19. Sull'importanza dell'ascolto è centrato il lavoro dei colleghi di Firenze Saraò, Masoni, Pappa, Ramacciotti in Quale ascolto in un setting di solidarietà. Gr