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La prima giornata del Congresso «Oltre Narciso e le solitudini: quale sogno per il futuro» si è aperta con l'introduzione del Presidente Sarantis Thanopulos e del Segretario Scientifico Elena Molinari, cui è seguita la prima relazione di Dominique Scarfone che, sin dalle sue prime battute, ha tracciato il proprio vertice di riferimento: «Sognare solo in presenza dell'altro». In chiave psicoanalitica, filosofica e letteraria viene affrontato il tema del narcisismo e della solitudine come rifugio dall'assedio e dalla persecuzione dell'altro: sia altro inconscio, interno, sia altro esterno. Rifacendosi principalmente alla teoria di Laplanche, Scarfone rivolge la sua attenzione alla costruzione metapsicologica dell'Io narcisistico, determinato dal «primato dell'altro» e dalla «chiusura tolemaica», inteso come una struttura narcisistica chiusa su se stessa ma al contempo in continua tensione dialettica verso l'altro. Narcisismo, dunque, interpretato come capacità di amarsi come un altro, specialmente nel suo doppio senso: «come si ama un altro» e «come l'altro ci ama» in cui si sostanzia la relazione narcisistica di simmetria con l'oggetto, che avvierà il processo di soggettivazione e riconoscimento dell'alterità. Scarfone, riferendosi alla prima topica freudiana, rilegge il narcisismo sempre in termini di risposta compensativa a quella «deficienza autoconservativa» in cui nasciamo e nel suo intervento non si rivolgerà strettamente alle difese narcisistiche facendo, su questo, esplicito riferimento al «narcisismo di morte» di Green.
Scarfone introduce la solitudine come condizione umana ed esistenziale, continuamente ricercata dall'uomo per rispondere a quella persecuzione in cui, per dirla con parole di Levinas, l'altro, il prossimo, ci assedia e ci perseguita continuamente, l'essere inchiodato all'altro! Il richiamo di Scarfone ai versi struggenti e carichi di passione del poeta Sant-Amant: «O, solitudine, la mia scelta più dolce!» indica il movimento di ritiro verso un