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Per meglio comprendere il significato del titolo della relazione di Rachael Peltz, è necessario soffermarsi sugli aspetti autobiografici dell'autrice che, peraltro, spende molta parte del suo lavoro per metterci al corrente delle sue personali considerazioni sulla situazione politica e sociale del suo paese.
Peltz vive e lavora in California dove è membro del Psychoanalytic Institute of Northern California (PINC). Questa regione, tra le più ricche del pianeta, conosce da sempre il rischio di un terremoto fatale e da anni la sua natura è devastata dagli incendi e da una siccità che non sembra dare tregua. Secondo Peltz, tuttavia, a determinare uno stato d'animo di catastrofe imminente contribuiscono anche e soprattutto fattori umani: il conflitto tra Russia e Ucraina e prima di esso la pandemia di Covid-19 (che negli USA ha causato più di un milione di morti), la povertà crescente, il razzismo e i sanguinosi conflitti sociali che ad esso sono collegati, e non ultima l'elezione di un presidente dispotico e spregevole, che ha mostrato al mondo gli aspetti peggiori della politica americana. La sensazione, secondo Peltz, è quella di vivere in un periodo di cesura storica , in un mondo che non è più quello che conoscevamo.
Peltz ci avverte che il titolo della sua relazione, dolore a cascata, prende spunto dal concetto di «economia a cascata», caro alle teorie neoliberiste sviluppatesi negli USA con la presidenza Reagan. Secondo queste teorie, una politica economica che alleggerisce generosamente le tasse sui guadagni dell'industria e della finanza, associata alla deregulation e alla privatizzazione, porta a benefici che a cascata si diffondono all'intera nazione, accrescendo benessere e ricchezza in ogni strato della popolazione.
Il depauperamento sociale, culturale e ambientale che invece ne consegue, viene disconosciuto e negato dalla cultura del consumo, vera trionfatrice delle politiche neoliberistiche: l'ideologia consumistica - acquistare, possedere o essere dei perden