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Il lavoro tratta, da un punto di vista teorico-clinico,dell'azione come rappresentazione sullo scenario analitico di memorie di relazioni oggettuali la cui iscrizione mnestica è di natura non verbale e che trovano una prima possibilità elaborativa attraverso l'analisi di ripetute interazioni affettive nelle quali paziente e analista sono ambedue inconsciamente coinvolti. In questa prospettiva la nozione freudiana di «agieren» è estesa dalla sua originaria connotazione come fenomeno di transfert alla accezione di una drammatizzazione intersoggettiva sullo scenario analitico di una dinamica di reciproca influenza, transfert-controtransfert, contenuta nella contemporanea nozione di enactment. Il lavoro procede attraverso l'iniziale rassegna dei passaggi freudiani che anticipano la nozione di inconscio non rimosso nel quale sono depositate le tracce di esperienze che non accedono alla rappresentazione ideativa, dei concetti simili di autori della teoria della relazione d'oggetto e delle attuali teorie intersoggettive.
PAROLE CHIAVE: Agieren, enactment, intersoggettività, rappresentazione presimbolica.